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L’inizio del corso di giardinaggio è spostato a sabato 27 settembre

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The cutest spider in the world

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Corso di energie rinnovabili e risparmio energetico a Pisa.  il corso è gratuito ma riservato ai soli soci, con il semplice pagamento della quota associativa prevista per i soci ordinari (33 euro) è possibile accedervi. Il corso è tenuto da un tecnico qualificato del risparmio energetico, formatore professionale con esperienza  pluriennale.

Argomenti: Introduzione al risparmio energetico, introduzione alle rinnovabili, il risparmio in illuminotecnica, il risparmio idrico, l’eolico, il fotovoltaico, le biomasse, i biocarburanti.
Orario:  sabato 14:00-18:00 (12 ore totali per 3 sabati)

Per informazioni e iscrizioni kailashenergia@email.it

Corso di energie rinnovabili e risparmio energetico a Pisa.  il corso è gratuito ma riservato ai soli soci, con il semplice pagamento della quota associativa prevista per i soci ordinari (33 euro) è possibile accedervi. Il corso è tenuto da un tecnico qualificato del risparmio energetico, formatore professionale con esperienza  pluriennale.

Argomenti: Introduzione al risparmio energetico, introduzione alle rinnovabili, il risparmio in illuminotecnica, il risparmio idrico, l’eolico, il fotovoltaico, le biomasse, i biocarburanti.

Orario:  sabato 14:00-18:00 (12 ore totali per 3 sabati)

Per informazioni e iscrizioni kailashenergia@email.it

Porto turistico

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Bocca d’Arno

Bocca d’Arno

Riccio comune 
Erinaceus europaeus

Riccio comune 

Erinaceus europaeus

Baobab trees look like roots for reminding us that the world is upside down

Baobab trees look like roots for reminding us that the world is upside down



La Grande Bufala del Gas Italiano 
Dottor Enrico Ottaviani (naturalista e consulente energetico abilitato)

Dopo aver sbufalato il mito del petrolio italiano parliamo della balla delle grandi riserve di gas italiano. Si possono trovare articoli dove si legge che le riserve di gas italiane riuscirebbero a risolvere tutti i problemi economici italiani e che gli ambientalisti cattivi e i burocrati bloccano il loro sfruttamento.
Ma è davvero così? Sono davvero così grandi le riserve italiane? Ed è giusto utilizzarle tutte ora? Andiamo anche stavolta ad analizzare i dati ufficiali. 
Come l’altra volta non parleremo degli aspetti ambientali dell’estrazione, non perchè non siano importanti ma per demolire questi miti proprio dal punto di vista economico energetico piuttosto che da quello ambientale (che purtroppo interessa molto meno).




Le stime della quantità di petrolio nel sottosuolo italiano a fine 2012 sono di 59.425 milioni di metri cubi (Smc) di riserve certe (equivalenti a 599 milioni di barili), 63.382 milioni di metri cubi di gas di riserve probabili e 21.684 milioni di Smc di riserve possibili [fonte].






Le riserve possibili sono quelle ancora da identificare ma di cui è ragionevole presumere l’esistenza. Di queste una parte sarà di riserve probabili e l’altra di depositi conosciuti ma non utilizzabili economicamente.



Le riserve provate (o certe) sono le quantità già scoperte che possono essere estratte con le tecnologie presenti sul mercato e con dati livelli di prezzi.


Le riserve probabili sono costituite da giacimenti già scoperti e che potranno essere coltivati con lievi miglioramenti delle tecnologie e delle condizioni economiche. Si tratta di estensioni dei giacimenti esistenti o di depositi isolati.
Se prendiamo come “giacimenti di gas italiani” la somma tra riserve probabili e le riserve provate (dato che riserve possibili sono per loro natura dati non certi), che è pari a 122.807 milioni di metri cubi di gas, quanto durerebbero queste riserve? Quanto coprirebbero del fabbisogno energetico nazionale e quanto del fabbisogno di gas naturale?


Innanzitutto a quanta energia corrisponde questo “giacimento italiano”? Mille normal metro cubi di gas corrispondono a 0,82 tep [fonte] quindi 122.807 milioni di smc corrispondono a 100,702 milioni di tep.





Secondo i dati BP, in Italia il consumo primario di energia nel 2010 è stato di 172 milioni di tep (tonnellate di petrolio equivalente) [fonte]  , quindi questi giacimenti non coprirebbero il fabbisogno energetico dell’Italia nemmeno per un anno (!!) e poi sarebbero praticamente esaurite. 
E quanto coprirebbero del fabbisogno di gas naturale italiano? 



Nel 2011 in Italia sono stati utilizzati 77.917 milioni di gas naturale, [fonte], quindi le intere riserve italiane coprirebbero solo circa un anno e mezzo di fabbisogno nazionale, e poi? E poi nulla, le riserve sarebbero praticamente finite.



Consumare ora le nostre riserve invece di serbarle come riserve strategiche è una pessima scelta, questa ricchezza andrebbe usata solo quando il suo valore aumenterà a seguito della diminuzione delle riserve dei grandi paesi esportatori, e i soldi necessari agli investimenti per queste future estrazioni, sarebbe meglio impiegarli per ridurre i consumi energetici. 
Con questi dati abbiamo smontato anche il “mito del gas naturale italiano che risolverebbe tutti problemi del Paese”, mito che si basa sull’ignoranza e a volte anche sulla malafede.

La Grande Bufala del Gas Italiano 


Dottor Enrico Ottaviani 
(naturalista e consulente energetico abilitato)


Dopo aver sbufalato il mito del petrolio italiano parliamo della balla delle grandi riserve di gas italiano. 
Si possono trovare articoli dove si legge che le riserve di gas italiane riuscirebbero a risolvere tutti i problemi economici italiani e che gli ambientalisti cattivi e i burocrati bloccano il loro sfruttamento.

Ma è davvero così? Sono davvero così grandi le riserve italiane? Ed è giusto utilizzarle tutte ora? Andiamo anche stavolta ad analizzare i dati ufficiali

Come l’altra volta non parleremo degli aspetti ambientali dell’estrazione, non perchè non siano importanti ma per demolire questi miti proprio dal punto di vista economico energetico piuttosto che da quello ambientale (che purtroppo interessa molto meno).

Le stime della quantità di petrolio nel sottosuolo italiano a fine 2012 sono di 59.425 milioni di metri cubi (Smc) di riserve certe (equivalenti a 599 milioni di barili), 63.382 milioni di metri cubi di gas di riserve probabili e 21.684 milioni di Smc di riserve possibili [fonte].

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Le riserve possibili sono quelle ancora da identificare ma di cui è ragionevole presumere l’esistenza. Di queste una parte sarà di riserve probabili e l’altra di depositi conosciuti ma non utilizzabili economicamente.

Le riserve provate (o certe) sono le quantità già scoperte che possono essere estratte con le tecnologie presenti sul mercato e con dati livelli di prezzi.

Le riserve probabili sono costituite da giacimenti già scoperti e che potranno essere coltivati con lievi miglioramenti delle tecnologie e delle condizioni economiche. Si tratta di estensioni dei giacimenti esistenti o di depositi isolati.


Se prendiamo come “giacimenti di gas italiani” la somma tra riserve probabili e le riserve provate (dato che riserve possibili sono per loro natura dati non certi), che è pari a 122.807 milioni di metri cubi di gas, quanto durerebbero queste riserve? Quanto coprirebbero del fabbisogno energetico nazionale e quanto del fabbisogno di gas naturale?


Innanzitutto a quanta energia corrisponde questo “giacimento italiano”? Mille normal metro cubi di gas corrispondono a 0,82 tep [fonte] quindi 122.807 milioni di smc corrispondono a 100,702 milioni di tep.

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Secondo i dati BP, in Italia il consumo primario di energia nel 2010 è stato di 172 milioni di tep (tonnellate di petrolio equivalente) [fonte]  , quindi questi giacimenti non coprirebbero il fabbisogno energetico dell’Italia nemmeno per un anno (!!) e poi sarebbero praticamente esaurite. 


E quanto coprirebbero del fabbisogno di gas naturale italiano? 

Nel 2011 in Italia sono stati utilizzati 77.917 milioni di gas naturale, [fonte], quindi le intere riserve italiane coprirebbero solo circa un anno e mezzo di fabbisogno nazionale, e poi? E poi nulla, le riserve sarebbero praticamente finite.

Consumare ora le nostre riserve invece di serbarle come riserve strategiche è una pessima scelta, questa ricchezza andrebbe usata solo quando il suo valore aumenterà a seguito della diminuzione delle riserve dei grandi paesi esportatori, e i soldi necessari agli investimenti per queste future estrazioni, sarebbe meglio impiegarli per ridurre i consumi energetici. 

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Swarovski Crystal World - Swarovski Kristallwelten

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 Felis manul the Pallas’s cat
Central Asia

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